Clacson e preghiere. Automobili e minareti. Strade a quattro corsie e vicoli stretti come mulattiere nell’intricato labirinto di Al-Balad. Veli e minigonne. Sono i contrasti e paradossi del Medioriente d’oggi. Ad Amman, capitale di Giordania, il futuro è una promessa di modernità che si maneggia già con dimestichezza: wi-fi e iPhone sono il biglietto da visita di questa metropoli giovane (il 50% della popolazione ha meno di 25 anni) e dinamica dove la tradizione non teme l’avanguardia. E le moschee sono collegate tra loro dal Bluetooth.

 

In città sono arrivati, poi, gli archistar: dopo l’inaugurazione del nuovo Queen Alia International Airport firmato da Norman Foster (lo scorso marzo), si attende il via libera per la King Abdullah II House of Culture & Art di Zaha Hadid: una casa di danza, teatro e musica, un santuario della cultura contemporanea. L’estetica? Ispirata a Petra, la destinazione più gettonata del Paese.

 

Per apprezzare Amman bisogna “cambiare ritmo”. Lo spiega la guida locale Ibrahim Semrin che snocciola un rosario di consigli: svegliarsi tardi è un precetto da seguire alla lettera perché solo così si evita il traffico selvaggio del mattino. La chiamata del Muezzin è un momento di intimo raccoglimento, anche se non si prega, anche se non ci si rivolge alla Mecca. Semplicemente, per chi è abituato a correre, può essere un’occasione per fermarsi. La domenica è il primo giorno della settimana.

 

Amman non ha un centro, ne ha tanti quanti sono i suoi quartieri. Al-Balad, il downtown, è il più vecchio. Vanno sfatati stereotipi e luoghi comuni, il souk per esempio non è una tradizione molto sentita e parlare di “mondo arabo” in Giordania è una generalizzazione rischiosa, dice Ibrahim. La storia è un’eredità preziosa ma in ogni posto il presente è diverso. Amman è unica.

 

Il Jordan Tourism Board consiglia 99 hot spot in città. Prendetela come una mappa orientativa per non farvi sfuggire niente. Ci sono i grandi classici da vedere - come Jabal Al-Qala’a, La Cittadella, con le sue vestigia romane, islamiche e bizantine e un panorama che abbraccia l’ntera città –, i piatti tipici dello street food arabo da assaggiare – come il falafel, le polpette di ceci, ineguagliabili quelle preparate da Al Quds – e l’artigianato locale da comprare.

 

Lo shopping ad Amman rientra nel discorso “evitare generalizzazioni”. Altro che babbucce e spezie, qui si comprano oggetti d’alta qualità e ottima fattura. Tessuti, abiti, saponi. Tutto “made in Jordan”. La Soap House e la boutique della Jordan River Foundation (organizzazione no profit patrocinata dalla Regina Rania di Giordania) ne sono un esempio. Non è da meno lo showroom della jewel designer Lama Hourani.Uno spazio di creatività dove gusto moderno incontra ispirazione antica. Lama traduce in anelli, collane, bracciali quello che la Giordania fa con il suo passato e il suo futuro. Operazione analoga la fa Jo Bedu, celebre brand locale di abbigliamento giovane e di tendenza: la tradizione in questo caso è ironica provocazione stampata su magliette, felpe, skateboard e poster.

 

Rainbow street è una delle vie più piacevoli di Amman. Graziosi caffè, atmosfera rilassata e bohemienne, gallerie d’arte dove il fermento culturale è di casa. Si fuma una shisha, si ascolta jazz. Si ozia. “Essere artisti è il miglior modo di stare al mondo, anche ad Amman”. Parola di Salam Kanaan che ha studiato all’Ecole Nacional di Parigi ma poi è tornato qua. Sua è la DUINE Gallery, caffetteria-galleria aperta a tutti purché si abbia voglia di condividere, parlare, creare. Protegge le idee e l’arte come fossero gli unici pilastri su cui potrà poggiare il futuro. E il suo ottimismo è contagioso.

Anche i dintorni di Amman meritano. Una bella gita fuori porta è a Iraq Al-Amir dove una cooperativa tutta al femminile, in un’alcova che profuma di eterna primavera, si dedica alla cucina e al cucito, alla pittura e alla lavorazione della ceramica. Timide e discrete, le donne accolgono gli ospiti con il piatto delle grandi occasioni, la maklouba. Un trionfo di pollo, riso, patate, melanzane e arachidi servito con insalata e yougurt sotto un patio fiorito (Iraq Al-Amir Women Cooperative Society).

 

È sulle sponde del Mar Morto (a meno di un’ora d’auto da Amman) l'OBeach, stabilimento balneare molto chic. Design raffinato, spiaggia e lettini stile thai e servizi plus, nel caso. Come il maggiordomo privato. Cascate naturali e sorgenti termali in mezzo alle rocce, sulle alture che dominano il Mar Morto. È l’Evason Ma’In Hot Springs & Six Senses Spa, un invito alla quiete. Un distillato di bellezza giordana.

 

http://www.vogue.it/people-are-talking-about/agenda-del-weekend/2013/05/amman


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